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Il 2017 inizia all’insegna dell’innovazione digitale con la fatturazione elettronica tra privati.

Dal 1 gennaio di quest’anno – grazie ad nuovo Decreto Legge (DL 193/2016 – Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili) e ad un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate – la fatturazione elettronica tra privati è ormai una realtà.

Il modello per la trasmissione delle fatture verso la PA è stato infatti adeguato per consentire la fatturazione elettronica per aziende e professionisti favorendo così il processo di innovazione per tutte le filiere all’insegna di integrazione, velocità ed efficienza. Il nuovo formato è così utilizzato sia per la fatturazione elettronica verso la PA sia per la fatturazione elettronica tra privati, secondo un unico tracciato XML e sempre attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

La dematerializzazione delle fatture e, più in generale, la gestione elettronica dei documenti sono facilitatori imprescindibili per la collaborazione e l’integrazione tra i diversi soggetti delle varie filiere –  produttori, fornitori, operatori logistici, distributori e clienti finali – e costituiscono di fatto un’importante leva strategica di sviluppo e competitività nel quadro dell’attuazione di un’innovazione sostenibile.

Attraverso il nuovo decreto è possibile usufruire di importanti vantaggi fiscali e di garantire l’esito dell’invio e della ricezione del documento restituendo in tempo reale lo stato delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

E’ un altro tassello che punta a promuovere l’innovazione in ogni processo aziendale affinché possa compiersi una gestione strutturata e dinamica di tutte le fasi organizzative. Integrare il documento elettronico nei processi informativi dell’azienda implica rendere i dati contenuti nel documento leggibili, elaborabili e condivisibili in automatico dai sistemi aziendali. Un simile approccio rende efficiente la gestione delle informazioni, facilita la condivisione delle informazioni e consente di intervenire in tempo reale e in maniera interattiva sul documento.

Questo approccio contribuisce a rendere ancora più efficiente, economica e rapida la gestione delle informazioni e delle relazioni tra l’impresa e i suoi fornitori, partner, colleghi e clienti.

I dati, infatti, una volta messi a sistema, possono essere gestiti in maniera interattiva: in ogni momento è possibile non solo cercare e consultare le informazioni ma, a seconda dei privilegi di accesso e dei ruoli, intervenire per fare aggiornamenti e modifiche, garantendo sempre la qualità e la conformità del dato. Il tutto, potendo condividere i documenti con fornitori, partner, distributori e clienti, evitando inutili attese, smarrimenti, ridondanze e potenziando di conseguenza la qualità della relazione e del business in ottica multicanale.

Peccato che secondo i dati dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), l’eCommerce B2b nel 2015 valesse solo 260 miliardi di euro, appena il 10% del totale degli scambi tra le imprese, che sono pari a circa 2700 miliardi l’anno. Eppure, sempre secondo i dati forniti dall’Osservatorio, le transazioni B2b attraverso strumenti digitali (come portali di vendite online, marketplace o eBusiness) potrebbero costituire una leva strategica per la competitività, con benefici potenziali per il sistema economico di almeno 60 miliardi di euro grazie ad un’adozione diffusa delle soluzioni di Integrazione del Ciclo dell’Ordine, a cui aggiungere il miglioramento dei livelli di servizio e la riduzione del capitale circolante.

L’auspicio è che il nuovo decreto venga colto dalle imprese come un’occasione utile non solo per beneficiare delle agevolazioni fiscali ma anche e soprattutto per reingegnerizzare i processi in chiave digitale e sfruttare al meglio le infinite possibilità poste dall’avvento del cloud, dalla dematerializzazione dei processi e dalla gestione elettronica dei documenti.

Anche perché,in un mondo sempre più interconnesso, per una efficace gestione della molteplicità delle tecnologie  di comunicazione e dei numerosi applicativi utilizzati,  risultano indispensabili soluzioni di Unified Communication & Collaboration per semplificare e ottimizzare i processi produttivi.

Tali soluzioni permettono di accedere, tanto dalla postazione di lavoro quanto dall’esterno (personale di altri enti, colleghi in tele-lavoro oppure in mobilità sul territorio), in modo semplice e intuitivo a tutti i canali di comunicazione (Posta elettronica, Instant Messaging, Audio/Video Web Conference, VoIP e Social Collaboration)  e offrire nuovi servizi di collaborazione tramite strumenti di editing documentale integrati agli strumenti di comunicazione.

Per tutte le attività che rientrano nel quadro normativo della gestione dei flussi documentali a norma di legge – PEC, Firma Digitale, Conservazione sostitutiva – abbiamo già approfondito in un recente White Paper le potenzialità derivanti da strumenti come TrustApp per la dematerializzazione legale dei documenti con servizi di firma digitale e archiviazione sostitutiva direttamente integrati nella piattaforma Google Drive.  L’applicazione permette di inviare mail di Posta Elettronica Certificata, firmare e applicare la marca temporale ai documenti presenti di Google Documenti o archiviati su Google Drive, richiedere la firma dei documenti ad altri utenti delle Google Apps e inviare o recuperare un documento in Conservazione sostitutiva.

Nel quadro dell’attuazione di un’innovazione sostenibile – che integri risparmio e servizi efficienti per i cittadini  – la convergenza degli strumenti di produttività collaborativa e dei servizi di Compliance. è un’opportunità da cogliere per trasferire la gestione dei processi di routine all’interno degli strumenti di lavoro usati quotidianamente nella piena osservanza della normativa italiana.

Goodbye Paper! Fatturazione elettronica B2B

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