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L’Agenzia per l’Italia Digitale ha sospeso a decorrere dal 14 settembre 2016 – a seguito dell’entrata in vigore delle modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale (D.lgs. 26 agosto 2016, n. 179) – l’accreditamento dei soggetti che svolgono l’attività di conservazione dei documenti informatici.

La disposizione di cui all’art. 29 comma 1 del CAD è stata così modificata:

“I soggetti che intendono avviare la prestazione di servizi fiduciari qualificati o svolgere l’attività di gestore di posta elettronica certificata, di gestore dell’identità digitale di cui all’articolo 64, di conservatore di documenti informatici di cui all’articolo 44-bis presentano all’AgID domanda, rispettivamente, di qualificazione o di accreditamento, allegando alla stessa una relazione di valutazione della conformità rilasciata da un organismo di valutazione della conformità accreditato dall’organo designato ai sensi del Regolamento CE 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008 e dell’articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99”.

Le Associazioni Anorc e Assoprovider hanno inviato una diffida ad AgID dichiarando il provvedimento illegittimo e richiedendo di procedere al suo annullamento d’ufficio al fine di garantire piena correttezza e parità di trattamento di tutti i soggetti conservatori accreditati e che intendono chiedere l’accreditamento.

Fulvio Sarzana, legale dello Studio Legale di Roma Sarzana e Associati che ha firmato la missiva per conto dell’Assoprovider, ha dichiarato che “il provvedimento di sospensione comparso improvvisamente il 20 ottobre sul sito dell’AGID appare in grado di pregiudicare gravemente la diffusione delle tecnologie dell’informazione all’interno della Pubblica Amministrazione e di creare distorsioni al mercato delle piccole e medie imprese.”

Andrea Lisi, segretario generale di ANORC, Associazione nazionale per Operatori responsabili della conservazione digitale ha aggiunto che “questo pasticcio amministrativo rappresenta una inequivocabile violazione delle regole della concorrenza poiché crea un’ingiustificata disparità di trattamento tra chi ha fatto domanda di accreditamento prima del 14 settembre 2016 e chi ci ha provato dopo, e magari si vede ora anche per questo preclusa la partecipazione a importanti bandi di gara. Chi intende accreditarsi oggi è sottoposto a regole più stringenti di quelle di cui ha goduto, e gode, chi è già accreditato. Inoltre, questo passaggio è ancora più surreale, attualmente non esistono organismi in grado di certificare ciò che viene previsto oggi dal CAD.”

Questi i motivi alla base della richiesta di riesame in autotutela e annullamento d’ufficio di atto illegittimo. Le due Associazioni, che hanno inviato la missiva per conoscenza anche alla Presidenza del Consiglio ed alla nuova struttura del Commissario per il digitale presso la stessa Presidenza del Consiglio, chiedono congiuntamente all’Agid “previa sospensione degli effetti dell’atto e riesame del provvedimento di sospensione dell’accreditamento, di procedere al suo annullamento d’ufficio al fine di garantire piena correttezza e parità di trattamento di tutti i soggetti conservatori accreditati e che intendono chiedere l’accreditamento.”